I Normanni nel Mediterraneo: Italia meridionale, Sicilia e crociate
Mentre a nord il duca di Normandia si impadroniva del trono d'Inghilterra, altri Normanni, provenienti da un'aristocrazia più modesta, si lanciarono alla conquista dell'Italia meridionale, e successivamente della Sicilia. Nel XII secolo, i loro successori riuscirono a fondare un regno destinato a durare fino all'Unità d'Italia.
Mercenari al servizio dei poteri longobardi e bizantini
Parallelamente all'impresa di Guglielmo, altri Normanni, cadetti dell'aristocrazia, cavalieri, pellegrini o mercenari, si lanciano alla conquista del Mediterraneo. In Italia meridionale, arrivano in un contesto politico frammentato, segnato dalla presenza di poteri longobardi, bizantini, pontifici e musulmani. Dapprima mercenari al servizio di potenze locali, i Normanni diventano progressivamente signori territoriali.
All'inizio dell'XI secolo, piccoli gruppi di cavalieri normanni raggiungono l'Italia meridionale, attratti dalle possibilità offerte da una regione politicamente frammentata. Nel 1029, il normanno Rainulfo Drengot riceve dal duca di Napoli la città di Aversa, in Campania, con il titolo di conte. Si tratta del primo insediamento permanente dei Normanni in Italia.
Tra il 1040 e il 1043, i Normanni intraprendono la conquista della Puglia bizantina. Nel 1042, Guglielmo Braccio di Ferro si impadronisce di Melfi, oggi in Basilicata, dove viene eletto capo dei Normanni.
Nel 1059, durante il sinodo di Melfi, i principi normanni prestano giuramento di fedeltà al papa, che conferisce loro l'investitura dei rispettivi possedimenti.
Sotto la guida di Roberto il Guiscardo e di suo fratello Ruggero I, l'espansione normanna si consolida in Puglia, in Calabria e in Sicilia (1061-1091).
Il successo dei Normanni in Italia meridionale fu innanzitutto un successo politico. La conquista del Mezzogiorno si conclude con la presa di Bari (1071), che pone fine a quasi cinque secoli di presenza bizantina nell'Italia meridionale, essendo Bari l'ultima roccaforte bizantina della regione.
Ruggero I e la conquista della Sicilia (1061-1091)
Ruggero I conquista progressivamente la Sicilia, da Messina (1061) a Noto (1091). In meno di un secolo, i Normanni passano così dallo status di mercenari a quello di principi territoriali, signori dell'Italia meridionale e della Sicilia.
Il Mezzogiorno normanno mostra una seconda via dell'esperienza normanna. Non la monarchia anglo-normanna della Manica, bensì la costruzione di poteri mediterranei attraverso alleanze locali, investiture pontificie, matrimoni con le aristocrazie longobarde, relazioni con il monachesimo e il confronto con Bisanzio e l'Islam. La figura di Roberto il Guiscardo incarna la fase dell'espansione e della legittimazione, quella di Ruggero I la conquista della Sicilia, e quella di Ruggero II la trasformazione di conquiste e domini dispersi in un regno unificato.
1130: Ruggero II fonda il Regno di Sicilia
Il Regno di Sicilia, fondato nel 1130 da Ruggero II, costituisce uno degli esiti più raffinati dell'esperienza normanna.
Regno latino, greco e arabo, integra competenze amministrative, tradizioni artistiche, lingue e culture diverse. I grandi porti di Puglia e di Sicilia assicurano gli scambi tra l'Europa, Bisanzio e il mondo islamico. Le tradizioni scientifiche greche e arabe vengono messe al servizio della monarchia.
In questo contesto, la corte di Palermo diventa uno dei principali centri di produzione e trasmissione del sapere in Occidente. Verso il 1154, il geografo Al-Idrisi compone, in arabo, in onore di Ruggero II, la sua Geografia, o Libro di Ruggero. Questo trattato, noto anche come Tabula Rogeriana, comprende una mappa del mondo e settanta carte regionali; è frutto di diversi anni di lavoro di Al-Idrisi presso la corte di Palermo e resta una delle opere geografiche più compiute del Medioevo.
L'architettura del regno, tra cui la Cappella Palatina, riflette anch'essa questo incontro tra tradizioni diverse.
Mobilità religiosa
La storia normanna è anche una storia di mobilità religiosa: pellegrinaggi, santuari, crociate, porti e vie verso l'Oriente.
Ancor prima del pieno periodo delle crociate, i Normanni sono legati al santuario di San Michele al Gargano, ai porti dell'Italia meridionale e alle vie verso la Terra Santa.
Boemondo di Taranto, figlio di Roberto il Guiscardo, escluso dalla successione in Puglia, conquistò il proprio principato in occasione della Prima Crociata. Dopo la presa di Antiochia nel 1098, fu riconosciuto principe della città dagli altri capi crociati.
Oddone morì nel 1097 a Palermo, alla corte normanna di Ruggero I di Sicilia, in attesa di imbarcarsi per la Palestina per intraprendere la prima crociata.